Notiziario numero 6 - Dicembre 2002

Organizzazione del soccorso alpino in Italia
  di G. Cipolotti
Coordinatore Commissione Medica Nazionale del CNSAS

Il soccorso in montagna in Italia è garantito da numerosi organizzazioni dello stato (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco) ed Associazioni (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS, Alpen Verain Sudtirol AVD),
  • Il CNSAS, associazione volontaria del Club Alpino italiano fondata nel 1954 e capillarmente presente in tutto il territorio nazionale, e il cui ruolo di prevenzione e soccorso negli incidenti in montagna è stato sancito da diverse disposizioni di legge (legge 91 del 26.1.1963 e 776 del 24.12.1985) ha visto nell'anno 2001, con la pubblicazione della legge n° 74 " Disposizioni per favorire l'attività del Corpo nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico", la definizione ufficiale del suo ruolo di riferimento, sia formativo che operativo, nell'ambito delle operazioni di soccorso in ambiente montano e/o ostile; è infatti sempre più frequente la formalizzazione di rapporti convenzionali fra CNSAS e Servizio Sanitario Nazionale che, per il tramite dei servizi di emergenza territoriale che fanno capo alle Centrali operative del 118, istituzionalizzano una collaborazione operativa in cui la competenza del soccorso tecnico viene affidata ai tecnci del CNSAS, che operano a fianco dei medici e degli infermieri negli interventi via terra e nelle missioni di elisoccorso.
- Organizzazione del CNSAS e dati statistici
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico è organizzato in 20 Servizi Regionali, che a loro volta comprendono 231 stazioni, capillarmente diffuse in tutto il territorio alpino, mentre il Soccorso Speleologico è organizzato in 15 Zone speleologiche, che comprendono 29 stazioni. Tutto l'organico è composto da oltre 7000 volontari, che comprendono medici, istruttori nazionali, tecnici di soccorso ed elisoccorso, unità cinofile da valanga e da ricerca in superficie.

L'attività di soccorso dell'anno 2001
Nell'anno 2000 sono stati svolti 4775 interventi di soccorso, di cui circa 3500 sono stati effettuati con elicotteri di vari Enti ed organizzazione (118, elicotteri gestiti direttamente dal CNSAS, Protezione Civile ed Enti dello Stato); i restanti soccorsi sono stati portati a termine con l'impiego delle squadre a terra. La tipologia degli interventi riguarda soprattutto incidenti per attività escursionistica, sia estiva che invernale, in relazione al costante e significativo aumento delle presenze turistiche in ambiente montano; si assiste peraltro anche all'aumento di interventi particolari che richiedono preparazione e competenza tecnica da parte delle squadre di soccorso, quali gli incidenti da volo libero, gli incidenti in forra e grotta, le cadute su cascata di ghiaccio.
Per quanto riguarda la gravità delle persone soccorse, 2205 erano feriti leggeri, 1072 feriti di media gravità e 229 feriti con funzioni vitali compromesse: questi dati, che si avvicinano la media nazionale, sono condizionati dalle situazioni ambientali e meteorologiche avverse che caratterizzano l'ambiente alpino , soprattutto di media ed alta quota, e rappresentano un'importante variabile che può gravemente condizionare la sopravvivenza del paziente.
Significativa è anche la distribuzione annuale degli interventi, con massimi durante i mesi estivi di luglio e agosto (37,7%), e nel periodo invernale a febbraio (9,5%), legato soprattutto alla pratica dello sci di pista Fondamentale e specialistico è stato l'impiego delle unità cinofile, intervenute in 54 ricerche su valanga e in 76 ricerche di superficie.

- Due esempi significativi di organizzazione: l'Aiut Alpin Dolomites e la base di elisoccorso S.A.R. di Pavullo
Ad ulteriore conferma dello sforzo organizzativo e delle competenze maturate nella gestione del soccorso in montagna, vengono brevemente descritti due servizi di elisoccorso gestiti completamente dal CNSAS: il servizio di elisoccorso dell'Aiut Alpin Dolomites in Alto Adige e il servizio di elisoccorso SAR della regione Emilia Romagna, situato a Pavullo nel Frignano.

Aiut Alpin Dolomites
E' un'organizzazione no-profit fondata nel 1990 dall’unione delle squadre del soccorso alpino della zona dolomitica per migliorare la qualità e la rapidità del soccorso in montagna, tramite la gestione di un servizio di elisoccorso tecnico-sanitario.
Dal 1998 il servizio di elisoccorso dell'Aiut Alpin Dolomites opera in convenzione con il sistema sanitario provinciale 118 della provincia Autonoma di Bolzano. L'organico è composto da tecnici volontari riuniti in 14 squadre di soccorso, guide alpine, piloti, medici anestesisti rianimatori.
Il servizio di elisoccorso dispone di una base in quota, operativa dal 1987. situata all’Alpe di Siusi presso Malga Sanon, e di una base in valle presso Pontives in Val Gardena, con hangar, alloggi e centrale operativa.
L’operatività è caratterizzata da oltre 500 interventi/anno di elisoccorso, concentrati nelle stagioni estate/inverno, con il 60% di incidenti da trauma; dal punto di vista tecnico, il 40% degli interventi sono stati effettuati in volo stazionario, con l'impiego del verricello o della corda fissa.
Gli Indici Naca dei pazienti soccorsi sono i seguenti:
Naca 1 e 2 : 33%
Naca 3 : 43%
Naca tra 4 e 6 : 15%
Naca 7 : 9%
L'intervallo medio Allarme/Ricovero è stato di 38 minuti, con intervento medico sul luogo e recupero diretto; la mortalità entro 48 ore dall’incidente è < 0.5%

La base di elisoccorso SAR dell'Emilia Romagna
La Giunta regionale dell' Emilia Romagna ha deciso, all'inizio del marzo 2000, di dotare il sistema sanitario 118 di un elicottero di soccorso in configurazione S.A.R. Il Soccorso Alpino Emilia Romagna assicura un equipaggio completo di 3 persone, formato da 1 Tecnico di Elisoccorso (CNSAS), 1 Medico (CNSAS) ed 1 Infermiere Professionale di area critica (CNSAS), Dopo intenso addestramento degli equipaggi di condotta e di soccorso, il servizio S.A.R. è iniziato il 21 giugno 2000 con un BK117B2 basato sull'elisuperfice 118 di Bologna, nei pressi dell'Ospedale Maggiore. L' Assessorato regionale della Sanità ha disposto dall' 1.12.2000 il riposizionamento dell'elicottero regionale da soccorso "S.A.R." presso l'aeroporto G. Paolucci di Pavullo - MODENA (600 m. slm) al fine di meglio rispondere, anche nel periodo invernale, al presidio operativo del territorio montano dell'intera regione. La nuova Base di Elisoccorso di Pavullo nel Frignano è gestita dalla Centrale Operativa Sanitaria 118 di BOLOGNA SOCCORSO e quindi da qui, in "rete" regionale, a disposizione dell'intero sistema di emergenza urgenza 118 dell' Emilia Romagna. La dislocazione in sito montano garantisce all'elicottero di soccorso "SAR" il mantenimento dell'operatività anche in caso di nebbia nella pianura padana, appoggiandosi eventualmente per il ricovero del paziente alle strutture ospedaliere pubbliche montane, quali quelle di Pavullo (MO), Castelnovo Monti (RE), Porretta (BO), Vergato (BO), Santa Sofia (FO) e Borgotaro (PR). All'indubbia utilita' quindi per le popolazioni "residenti" in montagna, si aggiunge un ulteriore qualificato servizio di soccorso per il turismo invernale, in relazione al "picco di presenze" significative nell'intero arco appenninico della Regione. In forza della fattiva e tempestiva collaborazione fra il Soccorso Alpino, il Club Aereo di Pavullo, il Comune di Pavullo, la Comunità Montana del Frignano e la Provincia di Modena e' stato possibile assicurare in tempi brevi supporto logistico completo alla nuova Base SAR, con la creazione di un modulo abitativo per l'equipaggio in turno, l'hangar, il magazzino materiali e i locali di pernottamento.