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Il soccorso in montagna in Italia è garantito
da numerosi organizzazioni dello stato (Polizia, Carabinieri,
Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco) ed Associazioni
(Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS,
Alpen Verain Sudtirol AVD),
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Il CNSAS, associazione volontaria
del Club Alpino italiano fondata nel 1954 e capillarmente
presente in tutto il territorio nazionale, e il cui
ruolo di prevenzione e soccorso negli incidenti in
montagna è stato sancito da diverse disposizioni
di legge (legge 91 del 26.1.1963 e 776 del 24.12.1985)
ha visto nell'anno 2001, con la pubblicazione della
legge n° 74 " Disposizioni per favorire l'attività
del Corpo nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico",
la definizione ufficiale del suo ruolo di riferimento,
sia formativo che operativo, nell'ambito delle operazioni
di soccorso in ambiente montano e/o ostile; è
infatti sempre più frequente la formalizzazione
di rapporti convenzionali fra CNSAS e Servizio Sanitario
Nazionale che, per il tramite dei servizi di emergenza
territoriale che fanno capo alle Centrali operative
del 118, istituzionalizzano una collaborazione operativa
in cui la competenza del soccorso tecnico viene affidata
ai tecnci del CNSAS, che operano a fianco dei medici
e degli infermieri negli interventi via terra e nelle
missioni di elisoccorso.
- Organizzazione del CNSAS e dati statistici
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico
è organizzato in 20 Servizi Regionali, che a loro
volta comprendono 231 stazioni, capillarmente diffuse
in tutto il territorio alpino, mentre il Soccorso Speleologico
è organizzato in 15 Zone speleologiche, che comprendono
29 stazioni. Tutto l'organico è composto da oltre
7000 volontari, che comprendono medici, istruttori nazionali,
tecnici di soccorso ed elisoccorso, unità cinofile
da valanga e da ricerca in superficie.
L'attività di soccorso dell'anno 2001
Nell'anno 2000 sono stati svolti 4775 interventi di soccorso,
di cui circa 3500 sono stati effettuati con elicotteri
di vari Enti ed organizzazione (118, elicotteri gestiti
direttamente dal CNSAS, Protezione Civile ed Enti dello
Stato); i restanti soccorsi sono stati portati a termine
con l'impiego delle squadre a terra. La tipologia degli
interventi riguarda soprattutto incidenti per attività
escursionistica, sia estiva che invernale, in relazione
al costante e significativo aumento delle presenze turistiche
in ambiente montano; si assiste peraltro anche all'aumento
di interventi particolari che richiedono preparazione
e competenza tecnica da parte delle squadre di soccorso,
quali gli incidenti da volo libero, gli incidenti in forra
e grotta, le cadute su cascata di ghiaccio.
Per quanto riguarda la gravità delle persone soccorse,
2205 erano feriti leggeri, 1072 feriti di media gravità
e 229 feriti con funzioni vitali compromesse: questi dati,
che si avvicinano la media nazionale, sono condizionati
dalle situazioni ambientali e meteorologiche avverse che
caratterizzano l'ambiente alpino , soprattutto di media
ed alta quota, e rappresentano un'importante variabile
che può gravemente condizionare la sopravvivenza
del paziente.
Significativa è anche la distribuzione annuale
degli interventi, con massimi durante i mesi estivi di
luglio e agosto (37,7%), e nel periodo invernale a febbraio
(9,5%), legato soprattutto alla pratica dello sci di pista
Fondamentale e specialistico è stato l'impiego
delle unità cinofile, intervenute in 54 ricerche
su valanga e in 76 ricerche di superficie.
- Due esempi significativi di organizzazione: l'Aiut
Alpin Dolomites e la base di elisoccorso S.A.R. di Pavullo
Ad ulteriore conferma dello sforzo organizzativo e delle
competenze maturate nella gestione del soccorso in montagna,
vengono brevemente descritti due servizi di elisoccorso
gestiti completamente dal CNSAS: il servizio di elisoccorso
dell'Aiut Alpin Dolomites in Alto Adige e il servizio
di elisoccorso SAR della regione Emilia Romagna, situato
a Pavullo nel Frignano.
Aiut Alpin Dolomites
E' un'organizzazione no-profit fondata nel 1990 dallunione
delle squadre del soccorso alpino della zona dolomitica
per migliorare la qualità e la rapidità
del soccorso in montagna, tramite la gestione di un servizio
di elisoccorso tecnico-sanitario.
Dal 1998 il servizio di elisoccorso dell'Aiut Alpin Dolomites
opera in convenzione con il sistema sanitario provinciale
118 della provincia Autonoma di Bolzano. L'organico è
composto da tecnici volontari riuniti in 14 squadre di
soccorso, guide alpine, piloti, medici anestesisti rianimatori.
Il servizio di elisoccorso dispone di una base in quota,
operativa dal 1987. situata allAlpe di Siusi presso
Malga Sanon, e di una base in valle presso Pontives in
Val Gardena, con hangar, alloggi e centrale operativa.
Loperatività è caratterizzata da oltre
500 interventi/anno di elisoccorso, concentrati nelle
stagioni estate/inverno, con il 60% di incidenti da trauma;
dal punto di vista tecnico, il 40% degli interventi sono
stati effettuati in volo stazionario, con l'impiego del
verricello o della corda fissa.
Gli Indici Naca dei pazienti soccorsi sono i seguenti:
Naca 1 e 2 : 33%
Naca 3 : 43%
Naca tra 4 e 6 : 15%
Naca 7 : 9%
L'intervallo medio Allarme/Ricovero è stato di
38 minuti, con intervento medico sul luogo e recupero
diretto; la mortalità entro 48 ore dallincidente
è < 0.5%
La base di elisoccorso SAR dell'Emilia Romagna
La Giunta regionale dell' Emilia Romagna ha deciso, all'inizio
del marzo 2000, di dotare il sistema sanitario 118 di
un elicottero di soccorso in configurazione S.A.R. Il
Soccorso Alpino Emilia Romagna assicura un equipaggio
completo di 3 persone, formato da 1 Tecnico di Elisoccorso
(CNSAS), 1 Medico (CNSAS) ed 1 Infermiere Professionale
di area critica (CNSAS), Dopo intenso addestramento degli
equipaggi di condotta e di soccorso, il servizio S.A.R.
è iniziato il 21 giugno 2000 con un BK117B2 basato
sull'elisuperfice 118 di Bologna, nei pressi dell'Ospedale
Maggiore. L' Assessorato regionale della Sanità
ha disposto dall' 1.12.2000 il riposizionamento dell'elicottero
regionale da soccorso "S.A.R." presso l'aeroporto
G. Paolucci di Pavullo - MODENA (600 m. slm) al fine di
meglio rispondere, anche nel periodo invernale, al presidio
operativo del territorio montano dell'intera regione.
La nuova Base di Elisoccorso di Pavullo nel Frignano è
gestita dalla Centrale Operativa Sanitaria 118 di BOLOGNA
SOCCORSO e quindi da qui, in "rete" regionale,
a disposizione dell'intero sistema di emergenza urgenza
118 dell' Emilia Romagna. La dislocazione in sito montano
garantisce all'elicottero di soccorso "SAR"
il mantenimento dell'operatività anche in caso
di nebbia nella pianura padana, appoggiandosi eventualmente
per il ricovero del paziente alle strutture ospedaliere
pubbliche montane, quali quelle di Pavullo (MO), Castelnovo
Monti (RE), Porretta (BO), Vergato (BO), Santa Sofia (FO)
e Borgotaro (PR). All'indubbia utilita' quindi per le
popolazioni "residenti" in montagna, si aggiunge
un ulteriore qualificato servizio di soccorso per il turismo
invernale, in relazione al "picco di presenze"
significative nell'intero arco appenninico della Regione.
In forza della fattiva e tempestiva collaborazione fra
il Soccorso Alpino, il Club Aereo di Pavullo, il Comune
di Pavullo, la Comunità Montana del Frignano e
la Provincia di Modena e' stato possibile assicurare in
tempi brevi supporto logistico completo alla nuova Base
SAR, con la creazione di un modulo abitativo per l'equipaggio
in turno, l'hangar, il magazzino materiali e i locali
di pernottamento.
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