Molte volte prima di un evento importante, ci costruiamo
unimmagine, ci creiamo unaspettativa. Il
Congresso di Selva, primo congresso della Società
Italiana di Medicina di Montagna, era un evento importante
per il Direttivo e per il Comitato Scientifico. Importante
non solo come evento in sé, poiché era
la prima occasione di impegno coordinato della Società,
ma anche per il complesso lavoro preparatorio che ci
ha coinvolto. La Valgardena si preannunciava come una
cornice ideale. Settembre un mese perfetto. Limmagine
era quindi pronta. Se il tempo è stato decisamente
al di sotto delle aspettative e freddo e pioggerella
hanno continuamente ricordato ai meno previdenti (come
me) le più elementari regole dellandar
per monti (avere sempre qualcosa in più per coprirsi),
tutto il resto ha corrisposto alla immagine ideale.
Innanzitutto la collaborazione con i medici sportivi:
il gruppo di Bolzano, coordinato da Sandra Frizzera,
che ha saputo svolgere con grande cordialità
un non sempre facile compito di mediazione non solo
linguistica ed i colleghi tedeschi, con cui, dopo qualche
momento di incertezza, siamo riusciti a creare un intento
di obiettivi. Il supporto logistico, organizzativo e
finanziario della Provincia Autonoma di Bolzano e dellAzienda
di Soggiorno di Selva è stato fondamentale, come
tutti i partecipanti hanno potuto osservare.
Laspetto scientifico è stato allaltezza
delle aspettative ed abbiamo deciso di pubblicare in
questo numero del Notiziario i riassunti di alcune relazioni,
tratti dal volume degli abstracts, programmando per
il prossimo numero la traduzione in italiano di quelli
pubblicati in lingua tedesca.
La partecipazione dei soci, circa una cinquantina, attenta
e propositiva mi ha dato finalmente la sensazione che
la società esiste ed è viva.
La fondazione della SIMeM in un certo senso era stata
una scommessa: la medicina di montagna è un argomento
di nicchia e ciascuno di noi ha la sua professione ed
i suoi impegni di lavoro da seguire. In questi tre anni
abbiamo innanzitutto cercato di organizzare, per usare
un termine attuale, i livelli minimi: il
notiziario, il sito web, la segreteria organizzativa.
Adesso dobbiamo cercare di farci conoscere di più
e di muoverci di più sul piano delle iniziative.
Dopo Selva sappiamo comunque di poter contare su un
buon numero di medici appassionati che con commenti,
suggerimenti, critiche e proposte può costituire
un gruppo di lavoro attivo.
Il Direttivo si dovrà quindi anche impegnare
a coordinare le eventuali iniziative e proposte.
Come già sapete, alcuni componenti del Direttivo
hanno lasciato la carica, altri sono subentrati. Ringraziamo
tutti voi per la fiducia dimostrata nel nominarci.
Voglio chiudere salutando Aurelio Tommasi, Ugo Vacca,
Paolo Tognato e Renato Misischi e dando il benvenuto
ad Oriana Pecchio, Renata Biasin, Giuseppe Fiorenzano
e Camillo Di Giulio.
Buon Lavoro a tutti.
Il Presidente
Annalisa Cogo