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Nel corso degli
ultimi anni si è assistito ad un graduale incremento
della popolazione, che ha, di conseguenza, portato ad
un aumento della fascia dei soggetti anziani. E
stato stimato che nel 2030 più del 20 % della popolazione
si troverà al di sopra dei 65 anni di età.
Attualmente circa il 60 % degli individui che svolgono
attività fisica nelle Alpi ha più di 40
anni di età, ed il 15 % più di 60 anni.
Un recente studio effettuato in Giappone alle medie quote,
lungo itinerari tradizionali, ha dimostrato che più
del 70 % dei 176 trekkers esaminati aveva unetà
superiore ai 50 anni, e che il 75 % dei soggetti con più
di 70 anni era affetto da qualche patologia (Am J Emerg
Med, 2002 Jul; 20 (4): 291-294).
Come è emerso anche dalle comunicazioni presentate
al Convegno La montagna ambiente per la salute,
organizzato ad Asiago dal 20 al 22 giugno 2002, ed al
1° Simposio Internazionale di Medicina di Montagna,
che si è tenuto a Selva di Val Gardena, lo scorso
mese di settembre, notevole importanza viene attualmente
data allattività del senior in
montagna, valorizzandone le risorse fisiche.
Mentre un tempo il soggetto anziano veniva considerato
escluso da molte attività sportive,
attualmente un certo tipo di attività fisica viene
consigliata, purché siano rispettate alcune condizioni.
LOMS ha, infatti, promosso laumento dellattività
fisica quale forma di prevenzione e di terapia per patologie
quali le malattie dellapparato cardiovascolare,
il diabete, lobesità, le malattie cronico-degenerative
ed altre patologie croniche.
In montagna, la mancanza di inquinamento , di rumore e
di traffico favoriscono lanziano, costituendo un
ambiente adatto purché ci si trovi a quote non
superiori ai 2000 metri.
In un recente studio, effettuato sulla popolazione afferente
ai rifugi situati ad una quota di circa 3000 metri, si
è dimostrato che i sintomi del mal di montagna
sono meno frequenti negli anziani rispetto ai soggetti
più giovani (22 % rispetto al 33 % dei soggetti
con età inferiore ai 60 anni). Anche in uno studio
effettuato sulle Alpi svizzere si é dimostrato
che esiste una minore incidenza di A.M.S. tra gli individui
di età superiore ai 40 anni, rispetto a quelli
con età compresa tra 20 e 40 anni.
Nellanziano si verificano importanti modificazioni
delle funzioni organiche: la portata cardiaca a 70 anni
è ,infatti, ridotta del 20-30 %, la massa cardiaca
aumenta, la contrattilità del miocardio diminuisce,
la gittata sistolica si riduce, e la frequenza cardiaca
massima si abbassa. Lapparato osteoarticolare va
incontro ad irrigidimenti ed a ipotrofie, mentre la capacità
di contrazione e la forza del muscolo si riducono; la
mineralizzazione dellosso si riduce; la capacità
vitale diminuisce di 30 mL allanno dopo i 30 anni.
Nei soggetti anziani si verificano disturbi del sensorio,
ed alterazioni a carico della termoregolazione. Importante,
perciò, difendersi dallipotermia, ricorrendo
ad un abbigliamento adeguato.
A carico dellapparato respiratorio si notano una
maggiore rigidità della parete toracica, ed una
diminuzione delle forze del ritorno elastico del parenchima
polmonare. A carico dei muscoli viene descritta una sarcopenia,
ovvero una graduale riduzione delle fibre muscolari. Pure
lapparato endocrino va incontro ad un lento declino
nelletà avanzata.
Nellanziano si assiste ad una riduzione della resistenza
fisica e del metabolismo basale.
La VO2 Max si riduce con letà ed l di sopra
dei 35 anni diminuisce ad una velocità dello 0,5-1,00
% per anno; tale fenomeno si verifica in minor grado se
il soggetto pratica attività fisica. Dopo i 30
anni molti organi perdono ogni anno l1 % della funzione.
Tutte le modificazioni sopra descritte diventano ancora
più importanti nel soggetto sedentario.
Ecco limportanza di unattività fisica
che stimoli e migliori lo stato di salute dellanziano,
sia da un punto di vista fisico che psicologico.
Lattività fisica in montagna richiede una
buona forma fisica, e la diminuzione di tale condizione,
nellanziano, può aumentare il rischio di
incidenti e di morte in montagna. Cosi la probabilità
di incidenti o di morte aumenta con letà
e sembra ben condizionata dallo stato di allenamento e
dalla presenza di patologie croniche.
Uno studio effettuato in Austria ha messo in evidenza
una maggiore incidenza di incidenti in montagna tra gli
anziani, soprattutto negli uomini. Un lavoro molto recente,
pubblicato sul BMJ (2002 July, 325: 128-131) mette in
evidenza che un esercizio fisico adeguato è in
grado di prevenire molte cadute nel soggetto anziano.
I team del Soccorso Alpino dovranno essere ben preparati
a soccorrere, nel corso degli incidenti in montagna ,le
persone anziane.
Un allenamento adeguato e ragionevole è in grado
di mantenere una buona efficienza fisica, in base alle
esigenze ed allo stato di salute del soggetto. Effettuare
escursioni di 2,5-5 ore al giorno per un soggetto anziano
sano costituisce unattività ben tollerata.
Il controllo della frequenza cardiaca e la misurazione
della saturazione di O2 (che diminuisce lentamente con
gli anni) costituiscono due parametri molto sensibili
per studiare lo stato di acclimatazione, nonché
lintensità e la durata dellesercizio
in alta quota.
Molto importanza ricopre unadeguata fase di riscaldamento,
dal momento che il rischio di patologie a carico dellapparato
locomotore è maggiore nellanziano. E
molto importante mantenere una certa continuità
nella pratica dellattività fisica in montagna.
Labbassamento della pressione atmosferica e laumento
dellumidità possono avere un effetto negativo
sulle patologie infiammatorie o degenerative delle articolazioni.
Al di sopra dei 35 anni si verifica una perdita di tessuto
muscolare di circa l1% per anno. Cosi la massa
muscolare diminuisce di circa il 30% a 65 anni; in particolare
le fibre tipo II sembrano essere le più penalizzate,
mentre le fibre tipo I sembrano rimanere stabili
Nel soggetto non allenato è bene, nel corso dellallenamento
quotidiano, non superare il 75-80 % della frequenza cardiaca
massima.
La pratica dello sci, dellescursionismo, dello sci
di fondo, e dello sci-alpinismo sono adatte ad un soggetto
anziano sano.
Altitudini comprese tra i 1000 ed i 2000 metri sono le
più indicate in genere per i soggetti anziani.
Lalimentazione deve essere ben controllata e corretta,
e deve curare, in particolare, lapporto proteico.
Importante risulta, perciò, unadeguata educazione
nutrizionale.
La cessazione dal fumo ricopre unimportanza notevole,
favorendo una maggiore efficienza fisica. Anche la riduzione
del consumo di alcool è in grado di migliorare
la forma fisica dellanziano.
Il senior risulta in un certo qual modo avvantaggiato
in montagna, se bene allenato, dal momento che può
dedicare molto del suo tempo allattività
fisica, godendo di una particolare condizione che il soggetto
giovane non sempre riesce a raggiungere.
Particolare attenzione deve essere posta circa i danni
da radiazioni solari, essendo la pelle dellanziano
più soggetta a patologie neoplastiche.
Anche il sistema immunitario risulta più vulnerabile
nellanziano, e, perciò, va posta particolare
attenzione agli stress ambientali ed agli agenti infettivi.
Nellanziano che assume farmaci e che va in montagna,
va rivista la posologia di alcuni farmaci, tenendo conto
dellaltitudine e dello sforzo fisico.
In conclusione, tenendo conto delle recenti acquisizioni,
si può affermare che lattività fisica
in montagna dei soggetti anziani va certamente favorita
per tutti ad una quota che non superi i 1600 metri; per
quote più elevate andrà valutato attentamente
lo stato fisico, le eventuali patologie presenti e ladeguato
stato di allenamento di ogni singolo soggetto.
E bene effettuare un check up medico
sportivo (test da sforzo, accurata visita medica, esami
ematochimici, spirometria). Importante è valutare
e dare la giusta importanza ad eventuali patologie croniche
preesistenti, in grado di condizionare e di modificare
le prestazioni fisiche dellanziano.
Bibliografia:
Cogo A, Legnani D. Altitudine e malattie croniche. Ed
Multimed, 1997
Frizzera S. Senior e montagna. In: Atti del I Simposio
di Medicina di Montagna. Selva Gardena, 4-7/9/2002
Burtscher M. The elderly and the mountains. In: La
montagna, ambiente per la salute Atti del Convegno
Scientifico. Asiago 20-22 giugno 2002.
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