Notiziario numero 6 - Dicembre 2002

Anziani in montagna
  di Giancelso Agazzi

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un graduale incremento della popolazione, che ha, di conseguenza, portato ad un aumento della fascia dei soggetti anziani. E’ stato stimato che nel 2030 più del 20 % della popolazione si troverà al di sopra dei 65 anni di età. Attualmente circa il 60 % degli individui che svolgono attività fisica nelle Alpi ha più di 40 anni di età, ed il 15 % più di 60 anni. Un recente studio effettuato in Giappone alle medie quote, lungo itinerari tradizionali, ha dimostrato che più del 70 % dei 176 trekkers esaminati aveva un’età superiore ai 50 anni, e che il 75 % dei soggetti con più di 70 anni era affetto da qualche patologia (Am J Emerg Med, 2002 Jul; 20 (4): 291-294).
Come è emerso anche dalle comunicazioni presentate al Convegno “La montagna ambiente per la salute”, organizzato ad Asiago dal 20 al 22 giugno 2002, ed al “1° Simposio Internazionale di Medicina di Montagna”, che si è tenuto a Selva di Val Gardena, lo scorso mese di settembre, notevole importanza viene attualmente data all’attività del “senior” in montagna, valorizzandone le risorse fisiche.
Mentre un tempo il soggetto anziano veniva considerato “escluso” da molte attività sportive, attualmente un certo tipo di attività fisica viene consigliata, purché siano rispettate alcune condizioni. L’OMS ha, infatti, promosso l’aumento dell’attività fisica quale forma di prevenzione e di terapia per patologie quali le malattie dell’apparato cardiovascolare, il diabete, l’obesità, le malattie cronico-degenerative ed altre patologie croniche.

In montagna, la mancanza di inquinamento , di rumore e di traffico favoriscono l’anziano, costituendo un ambiente adatto purché ci si trovi a quote non superiori ai 2000 metri.
In un recente studio, effettuato sulla popolazione afferente ai rifugi situati ad una quota di circa 3000 metri, si è dimostrato che i sintomi del mal di montagna sono meno frequenti negli anziani rispetto ai soggetti più giovani (22 % rispetto al 33 % dei soggetti con età inferiore ai 60 anni). Anche in uno studio effettuato sulle Alpi svizzere si é dimostrato che esiste una minore incidenza di A.M.S. tra gli individui di età superiore ai 40 anni, rispetto a quelli con età compresa tra 20 e 40 anni.
Nell’anziano si verificano importanti modificazioni delle funzioni organiche: la portata cardiaca a 70 anni è ,infatti, ridotta del 20-30 %, la massa cardiaca aumenta, la contrattilità del miocardio diminuisce, la gittata sistolica si riduce, e la frequenza cardiaca massima si abbassa. L’apparato osteoarticolare va incontro ad irrigidimenti ed a ipotrofie, mentre la capacità di contrazione e la forza del muscolo si riducono; la mineralizzazione dell’osso si riduce; la capacità vitale diminuisce di 30 mL all’anno dopo i 30 anni.
Nei soggetti anziani si verificano disturbi del sensorio, ed alterazioni a carico della termoregolazione. Importante, perciò, difendersi dall’ipotermia, ricorrendo ad un abbigliamento adeguato.
A carico dell’apparato respiratorio si notano una maggiore rigidità della parete toracica, ed una diminuzione delle forze del ritorno elastico del parenchima polmonare. A carico dei muscoli viene descritta una “sarcopenia”, ovvero una graduale riduzione delle fibre muscolari. Pure l’apparato endocrino va incontro ad un lento declino nell’età avanzata.
Nell’anziano si assiste ad una riduzione della resistenza fisica e del metabolismo basale.
La VO2 Max si riduce con l’età ed l di sopra dei 35 anni diminuisce ad una velocità dello 0,5-1,00 % per anno; tale fenomeno si verifica in minor grado se il soggetto pratica attività fisica. Dopo i 30 anni molti organi perdono ogni anno l’1 % della funzione.
Tutte le modificazioni sopra descritte diventano ancora più importanti nel soggetto sedentario.
Ecco l’importanza di un’attività fisica che stimoli e migliori lo stato di salute dell’anziano, sia da un punto di vista fisico che psicologico.
L’attività fisica in montagna richiede una buona forma fisica, e la diminuzione di tale condizione, nell’anziano, può aumentare il rischio di incidenti e di morte in montagna. Cosi’ la probabilità di incidenti o di morte aumenta con l’età e sembra ben condizionata dallo stato di allenamento e dalla presenza di patologie croniche.
Uno studio effettuato in Austria ha messo in evidenza una maggiore incidenza di incidenti in montagna tra gli anziani, soprattutto negli uomini. Un lavoro molto recente, pubblicato sul BMJ (2002 July, 325: 128-131) mette in evidenza che un esercizio fisico adeguato è in grado di prevenire molte cadute nel soggetto anziano.
I team del Soccorso Alpino dovranno essere ben preparati a soccorrere, nel corso degli incidenti in montagna ,le persone anziane.
Un allenamento adeguato e ragionevole è in grado di mantenere una buona efficienza fisica, in base alle esigenze ed allo stato di salute del soggetto. Effettuare escursioni di 2,5-5 ore al giorno per un soggetto anziano sano costituisce un’attività ben tollerata. Il controllo della frequenza cardiaca e la misurazione della saturazione di O2 (che diminuisce lentamente con gli anni) costituiscono due parametri molto sensibili per studiare lo stato di acclimatazione, nonché l’intensità e la durata dell’esercizio in alta quota.

Molto importanza ricopre un’adeguata fase di riscaldamento, dal momento che il rischio di patologie a carico dell’apparato locomotore è maggiore nell’anziano. E’ molto importante mantenere una certa continuità nella pratica dell’attività fisica in montagna.
L’abbassamento della pressione atmosferica e l’aumento dell’umidità possono avere un effetto negativo sulle patologie infiammatorie o degenerative delle articolazioni. Al di sopra dei 35 anni si verifica una perdita di tessuto muscolare di circa l’1% per anno. Cosi’ la massa muscolare diminuisce di circa il 30% a 65 anni; in particolare le fibre tipo II sembrano essere le più penalizzate, mentre le fibre tipo I sembrano rimanere stabili
Nel soggetto non allenato è bene, nel corso dell’allenamento quotidiano, non superare il 75-80 % della frequenza cardiaca massima.
La pratica dello sci, dell’escursionismo, dello sci di fondo, e dello sci-alpinismo sono adatte ad un soggetto anziano sano.
Altitudini comprese tra i 1000 ed i 2000 metri sono le più indicate in genere per i soggetti anziani.
L’alimentazione deve essere ben controllata e corretta, e deve curare, in particolare, l’apporto proteico. Importante risulta, perciò, un’adeguata educazione nutrizionale.
La cessazione dal fumo ricopre un’importanza notevole, favorendo una maggiore efficienza fisica. Anche la riduzione del consumo di alcool è in grado di migliorare la forma fisica dell’anziano.

Il “senior” risulta in un certo qual modo avvantaggiato in montagna, se bene allenato, dal momento che può dedicare molto del suo tempo all’attività fisica, godendo di una particolare condizione che il soggetto giovane non sempre riesce a raggiungere.
Particolare attenzione deve essere posta circa i danni da radiazioni solari, essendo la pelle dell’anziano più soggetta a patologie neoplastiche.
Anche il sistema immunitario risulta più vulnerabile nell’anziano, e, perciò, va posta particolare attenzione agli stress ambientali ed agli agenti infettivi.
Nell’anziano che assume farmaci e che va in montagna, va rivista la posologia di alcuni farmaci, tenendo conto dell’altitudine e dello sforzo fisico.
In conclusione, tenendo conto delle recenti acquisizioni, si può affermare che l’attività fisica in montagna dei soggetti anziani va certamente favorita per tutti ad una quota che non superi i 1600 metri; per quote più elevate andrà valutato attentamente lo stato fisico, le eventuali patologie presenti e l’adeguato stato di allenamento di ogni singolo soggetto.
E’ bene effettuare un “check up” medico sportivo (test da sforzo, accurata visita medica, esami ematochimici, spirometria). Importante è valutare e dare la giusta importanza ad eventuali patologie croniche preesistenti, in grado di condizionare e di modificare le prestazioni fisiche dell’anziano.


Bibliografia:
Cogo A, Legnani D. Altitudine e malattie croniche. Ed Multimed, 1997
Frizzera S. Senior e montagna. In: Atti del I Simposio di Medicina di Montagna. Selva Gardena, 4-7/9/2002
Burtscher M. The elderly and the mountains. In: “La montagna, ambiente per la salute” Atti del Convegno Scientifico. Asiago 20-22 giugno 2002.